Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Politecnico di Milano, Via Giuseppe Ponzio, 31, 20133 Milano, Italia; francesca.torrieri@polimi.it
Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Politecnico di Milano, Via Giuseppe Ponzio, 31, 20133 Milano, Italia; alessandra1.braga@mail.polimi.it
Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Politecnico di Milano, Via Giuseppe Ponzio, 31, 20133 Milano, Italia; marco.rossitti@polimi.it
Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Politecnico di Milano, Via Giuseppe Ponzio, 31, 20133 Milano, Italia; cristina.boniotti@polimi.it
Valori e Valutazioni 2026, 39, 69-84;
https://doi.org/10.48264/VVSIEV-20263905
Considering the limited financial resources available for managing public cultural heritage sites, public-private partnerships (P3s) have emerged in recent years as an innovative tool for funding conservation and valorization activities. In the Italian context, Article 175, Paragraph 2 of Legislative Decree No. 36 of March 31, 2023 (The New Public Contracts Code) states that the use of P3s must be evaluated through a preliminary assessment of its payoffs and feasibility by comparing costs and benefits over the entire partnership timeframe with other procurement contracts. The “Value for Money” (VfM) parameter is the main recognized criterion, and thus widely adopted, when assessing whether the involvement of a private entity is likely to deliver added value. It refers to the optimization of resources to obtain the utmost benefit from a project, considering not only the cost structure but also the quality, efficiency, and effectiveness of a given operation. It is typically assessed quantitatively through the application of the Public Sector Comparator (PSC) method, which compares the total cost of a P3 project with that of a traditionally developed project. However, when dealing with heritage assets, it falls short in capturing the complexity of impacts related to a P3 project. Based on these premises and drawing on the literature about the non-financial aspects of P3, the paper critically discusses the opportunity of applying the available evaluation paradigms and methods in the P3 sector and sets the theoretical ground for a broader evaluation framework, aimed at capturing the “Value for Society” (VfS) of partnerships for the valorization of cultural heritage.
Alla luce della limitatezza delle risorse disponibili per la gestione dei beni culturali pubblici, i partenariati pubblico-privati (P3) sono emersi, negli ultimi anni, come strumenti innovativi per finanziare attività di conservazione e valorizzazione. Nel contesto italiano, l’articolo 175, comma 2, del decreto legislativo n. 36 del 31 marzo 2023 (Nuovo Codice dei Contratti Pubblici) stabilisce che il ricorso ai P3 debba essere preceduto da una valutazione preliminare della sua convenienza e fattibilità, confrontando i costi e i benefici generati nell’arco dell’intero periodo di partnership rispetto ad altri contratti di appalto. Il Value for Money (VfM) è il principale criterio riconosciuto e, di conseguenza, ampiamente utilizzato, per valutare se il coinvolgimento di un soggetto privato possa apportare un valore aggiunto. Esso consente di analizzare le iniziative di partenariato in una prospettiva di ottimizzazione delle risorse, al fine di ottenere il massimo beneficio da un progetto, considerando non solo la struttura dei costi, ma anche la qualità, l’efficienza e l’efficacia di una determinata operazione. In genere viene valutato quantitativamente attraverso l’applicazione del metodo del Public Sector Comparator (PSC), che confronta il costo totale di un progetto di P3 con quello di un progetto sviluppato secondo un appalto tradizionale. Tuttavia, nel confronto con i beni culturali, questo criterio non riesce a cogliere la complessità e totalità degli impatti legati a un progetto di P3. Sulla base di queste premesse e attingendo alla letteratura sugli aspetti extra-finanziari dei P3, l’articolo discute criticamente le opportunità derivanti dall’applicazione dei paradigmi e dei metodi di valutazione disponibili in materia di partenariati, ponendo le basi teoriche per un quadro di valutazione più ampio, ispirato a una logica di Value for Society (VfS), nelle decisioni circa l’implementazione dei partenariati per la valorizzazione del patrimonio culturale.

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cultural heritage, valorization, public-private partnership, special public-private partnership, value for money, value for society

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